Trasparenze – Parole NONdette – NO BOOKS

thumb_IMG_0800_1024Ogni negazione implica una presenza.

Libri negati.. trasformati dalla capacità di trasgredire le regole, di formulare il senso e il livello percettivo.

Libri Oggetto – Libri d’Artista

Il libro rinasce in una materia diversa, liquida, fusa, traslucida.

Un libro illeggibile, oggetto di fruizione estetica e portatore di energie diverse.

Trasparenze vitree e colori sono tramiti di energie universali, che nascono dagli elementi di Acqua, Legno, Fuoco, Terra, Metallo.

NON_Libri16_volantino definitivo

In perenne mutamento come la vita.

“L’universo non è tenuto ad essere bello, eppure lo è. Francoise Cheng

La luce illumina e dona vita a ciò che appare immobile e freddo.

“Il mare esprime l’immenso dispiegarsi, la montagna inghiotte e rigetta, la montagna si piega e si declina.”

Shintao

L’energia è pervasa da un’animazione interna. Anche la pietra più dura muta nel tempo in un movimento perpetuo del divenire della forma. Forma e dissoluzione legati da un processo continuo, che l’artista è chiamato a seguire. L’energia pervade ogni materia, ogni colore e il grado di “condensazione” dell’energia vitale si concentra nelle montagne, si fluidifica nell’elemento acquoso.

1_acquamarina_bluQuesta la presentazione della dott.ssa Chiara Squarcina, direttrice del Museo del Vetro di Murano

“Risale al 1996 il primo importante legame fra l’artista Anita Cerpelloni e il Museo del Vetro. Vent’anni fa collaborò infatti alla progettazione del giardino che oggi incornicia il Museo del Vetro ora sede della sua personale “Parole NONdette – NO BOOKS – Trasparenze”. 

Le opere presentate si inseriscono perfettamente nel suggestivo contesto legato allo spazio museale dove il silenzio diventa il protagonista di uno scenario senza tempo. In un luogo ideale, quindi, dove l’arte vetraria muranese non necessita di commenti si potranno vedere delle opere, quelle di Anita Cerpelloni, che decodificano l’interiorità intellettuale trasfigurata proprio grazie al vetro. L’artista ci stupisce accompagnandoci in un altro versante creativo dove il vetro è sia mezzo che fine per condurre l’osservatore verso i meandri di quanto può suggerire un testo scritto: la parola, il comprendere e il trasmettere. Ogni elemento diventa motivo di riflessione perché in ogni opera tutto è racchiuso come in uno scrigno che attende il coraggio analitico del visitatore catturato dall’opportunità di relazionarsi con la creatività grazie alla quale potrà trovare, a prescindere, un’interconnessione visiva e spirituale.”

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